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Guida alle sale museali

SALA B

La Domus

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La casa romana era aperta anche agli estranei ed era il luogo della rappresentazione sociale del padrone di casa. I reperti di questa sala raccontano di una tipica domus cittadina, con il suo atrio, il giardino, le stanze da pranzo e da letto.

Elementi architettonici

Piccoli frontoni, capitelli, colonnine e basi rappresentano parti di architetture da giardino e peristilio: pergole, edicole, piccoli sacelli e ninfei, davanti ai quali spesso si aprivano canali d’acqua che imitavano ruscelli. Queste sofisticate architetture erano costruite con l’obiettivo di impreziosire la casa e di ricreare paesaggi esotici.

Trapezoforo

Il trapezoforo è un sostegno di tavolo in marmo o in bronzo avente la forma di un animale, solitamente quella di un leone accovacciato su due zampe. Nelle domus tavoli in marmo erano collocati negli atri, nei tablini ma anche nei giardini. Nei triclini, sale da pranzo dove si mangiava distesi sui letti, vi erano, al centro, dei tavoli bassi.

Statuetta di divinità

Statue e statuette di divinità, di filosofi, di eroi e atleti decoravano gli ambienti e i giardini delle domus. Immagini di divinità trovavano posto anche nelle edicole, dove erano venerate. Oltre alle divinità maggiori (Giove, Giunone e Venere) erano venerate anche quelle minori, come Bacco ed Ercole, e quelle di provenienza orientale, tra le quali la dea Iside.

Ara con divinità

L’ara è un altare sul quale venivano compiuti riti e offerte in onore delle divinità. Queste erano venerate in luoghi pubblici ma anche nelle abitazioni private, dove le immagini scolpite o dipinte degli dei e dei Lari, numi tutelari della casa, erano collocate nei larari, edicole a forma di tempietto o nicchie davanti alle quali si trovavano gli altari. Le are erano collocate negli atri, dove era custodito il focolare domestico, ma anche nei giardini e nei peristili. Il culto era governato dal capofamiglia che nei primi giorni del mese e nelle ricorrenze importanti, quali nascita, matrimonio e raggiungimento della maggiore età, raccoglieva la famiglia intorno al larario e compiva sacrifici sugli altari.

Ritratto

Il ritratto realistico nasce nel I secolo a.C. tra gli aristocratici romani che allora erano i soli ad avere il diritto di farsi ritrarre e di conservare nella casa le proprie immagini e quelle degli antenati. Presso i Romani, esporre nella propria dimora i ritratti di famiglia era segno di nobili e antiche origini. Questi si trovavano nel tablino, lo studio del padrone di casa che si affacciava sull’atrio. Oltre che nell’ambiente domestico, i ritratti erano collocati nei luoghi pubblici e nei contesti funerari.

Anfore, doli e pesi di macine

Nei piani inferiori delle domus, si aprivano, affacciate sulle strade, le tabernae, botteghe di artigiani e commercianti. Anfore e doli erano utilizzati per conservare il vino e l’olio, prodotti nelle fattorie del territorio e trasportati nelle botteghe cittadine per essere venduti. Il pane, invece, era prodotto nei panifici cittadini chiamati pistrina, dal verbo pinsere che significa macinare. Nei pistrina, collocati dietro le botteghe, si macinavano i cereali con delle grandi macine di pietra trainate da asini, si impastava e si cuoceva il pane che poi era venduto direttamente nelle annesse botteghe.

La casa romana era il luogo della rappresentazione sociale del padrone di casa. Di giorno le porte della casa erano aperte e dall’esterno lo sguardo dei passanti arrivava sino all’interno. L’atrio era il primo ambiente della domus ed era uno spazio luminoso in cui venivano ricevuti i clientes, coloro che svolgevano commissioni per il padrone e che sin dal primo mattino si affrettavano nella sua casa per salutarlo. Alle spalle dell’atrio si trovava il peristilium, un grande porticato a colonne che circondava il giardino della casa. Qui, all’ombra di pergolati e piante esotiche, si passeggiava e si discuteva. Sui peristili si affacciavano poi i triclinia, sale da pranzo chiamate così perché erano arredate con tre letti a tre posti, dove i commensali mangiavano sdraiati intorno a un tavolo basso. Nelle dimore signorili quasi tutti gli ambienti erano decorati da affreschi sulle pareti e da mosaici sul pavimento.