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Guida alle sale museali

SALA C

Il viridarium

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La casa romana aveva ampi spazi aperti coltivati a giardino circondati da un peristilio, un grande porticato a colonne, sul quale si aprivano sale da pranzo e ambienti di riposo.

Erma

L’erma nasce nell’antica Grecia e raffigurava la testa del dio Hermes, da cui prende il nome, retta da un pilastrino sul quale spesso era scolpito un fallo con la funzione di augurare fertilità e benessere. Era collocata sulle strade e davanti alle porte per invocare la protezione del dio. Questo tipo di supporto fu usato anche per altre teste di divinità, soprattutto Dioniso, e per i ritratti. I Romani utilizzarono le erme per abbellire gli ambienti e i viridari delle case. Nei giardini spesso le erme erano utilizzate come fontane.

Labrum

Il labrum era una vasca adibita a fontana. Solitamente l’acqua sgorgava zampillando da un boccaglio di bronzo posto in un foro sul fondo della vasca. Nella domus le vasche erano collocate nei giardini e nei peristili con funzione ornamentale. Nelle terme venivano usate per lavarsi prima di immergersi nelle piscine e per rinfrescarsi. Esistono anche esempi di vasche di grandi dimensioni in marmi preziosi che erano collocate negli spazi pubblici non solo come abbellimento ma anche per bere e per l’approvvigionamento dell’acqua potabile.

Rilievo votivo

I rilievi votivi erano quadretti decorati con scene tratte dal mito. Nacquero in Grecia con funzione di ex voto offerti nei santuari dai fedeli alle divinità. I Romani adottarono questi manufatti e li usarono per abbellire i giardini e i peristili delle case. Generalmente in marmo, erano decorati su entrambe le facce con soggetti diversi: divinità, ninfe, figure del corteo dionisiaco e maschere teatrali. Solitamente erano retti da pilastrini marmorei con decorazione vegetale ma potevano anche essere appesi alle pareti.

Candelabro

Per l’illuminazione degli ambienti della casa erano usate torce, candele, lucerne e candelabri realizzati in terracotta, bronzo e marmo. I candelabri in marmo, decorati per lo più da elementi vegetali e floreali, erano presenti soprattutto nelle dimore più ricche e rappresentavano raffinati elementi di arredo negli ambienti di rappresentanza e nelle stanze di soggiorno: triclini, peristili e giardini. I candelabri ad alto fusto presentavano sulla sommità un piattello dove veniva bruciato l’olio.

Puteale

Il puteale era un parapetto posto intorno a un pozzo di forma circolare, spesso decorato da rilievi. Nel mondo greco poteva cingere anche un’area sacra diventando un altare sul quale venivano compiuti sacrifici e libagioni, assumendo così una funzione religiosa. Presso i romani i puteali diventarono elementi decorativi dell’arredo dei giardini di case e ville. Il tema iconografico più diffuso è quello del corteo dionisiaco. Le Menadi sono le sacerdotesse di Dioniso e sono quasi sempre rappresentate in preda alla follia divina, mentre danzano implorando il risveglio di Dioniso, addormentato durante la stagione invernale.

Il viridarium rifletteva un preciso progetto del proprietario dell’abitazione che ostentava qui, come negli altri ambienti della casa, la sua ricchezza attraverso la coltivazione di piante esotiche e mediterranee, aiuole variopinte, esedre abbellite da fontane, piscine e ninfei con giochi d’acqua. Una profusione di colori, suoni e profumi era impreziosita dall’arredo scultoreo. Tra le aiuole e lungo i vialetti, distribuite in una composizione dalle suggestioni sacrali, erano collocate le ermette, ossia pilastrini sormontati da teste scolpite raffiguranti divinità, e i pinakes, quadretti di marmo a soggetto mitologico. Bacini, tavoli e candelabri marmorei completavano l’arredo. Il giardino non era solo un luogo piacevole per la frequentazione, ma soprattutto uno spazio adatto alla contemplazione, nel quale piante e decorazioni con il loro significato simbolico rimandavano continuamente ai concetti di vita e di morte.