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Guida alle sale museali

SALA E

Il Foro, gli edifici pubblici e gli spazi degli dei

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Il luogo per eccellenza dove si riunivano e si incontravano quotidianamente i cittadini romani era il Foro.

Statue onorarie e arredo urbano

Nel mondo romano si prestava grande attenzione al decoro dei luoghi pubblici. Le strade e le piazze erano affollate di statue che venivano erette per onorare individui eminenti della comunità, importanti personaggi storici e imperatori, sovente raffigurati in vesti divine. Esistevano diverse modalità di rappresentazione, in base all’aspetto che si intendeva far risaltare. Le statue equestri erano usate per sottolineare il valore militare, le statue togate per far risaltare il ruolo politico o religioso. Per le figure femminili si preferiva esaltare la loro funzione in ambito familiare o nella sfera sacrale.

La struttura del tempio

I templi romani, in genere a pianta rettangolare, erano caratterizzati dalla presenza di colonne solitamente poggianti su basi e sormontate da capitelli. La forma di questi elementi dipendeva dal tipo di ordine architettonico utilizzato. Il colonnato era sempre visibile sulla facciata principale e poteva estendersi su tre lati o circondare interamente l’edificio. Sopra i capitelli poggiava l’architrave, sul quale si impostava la struttura del tetto, a due spioventi, che poteva ospitare diversi elementi decorativi. Le sculture frontonali riempivano gli spazi triangolari sulle facciate, gli acroteri decoravano i vertici dei frontoni, mentre le antefisse servivano a chiudere le testate delle tegole del tetto.

Arredi sacri e doni votivi

Ogni santuario era fornito di un insieme di elementi di arredo funzionali all’adempimento delle pratiche religiose. Il più importante di essi era il simulacro della divinità posto all’interno della cella del tempio, che quindi rappresentava la dimora del dio. Negli spazi all’aperto trovavano invece posto gli altari, che servivano per lo svolgimento delle cerimonie, durante le quali si offrivano libagioni e sacrifici di animali. Come accade anche oggi in molti luoghi di culto, alcuni ambienti erano riservati ad accogliere gli innumerevoli doni che i fedeli consacravano alla divinità titolare del tempio in forma di ex-voto, affinché venisse esaudita una richiesta o una preghiera.

Elementi architettonici

Nell’edilizia pubblica romana venivano largamente impiegati elementi architettonici che svolgevano non soltanto una funzione strutturale, ma avevano anche il compito di abbellire sia l’esterno che l’interno degli edifici. Oltre a colonne e capitelli, venivano utilizzati con grande varietà di combinazioni basi, trabeazioni, cornici e rivestimenti, spesso realizzati in marmi pregiati e riccamente decorati. In tal modo costituivano una parte essenziale della decorazione degli edifici e contribuivano a raggiungere risultati di grande effetto visivo.

Le iscrizioni di dedica

Lungo le vie delle città romane dovunque si potevano vedere scritte, dipinte sui muri o incise nella pietra. Sui grandi monumenti eretti per volere del Senato, come anche su quelli più modesti dovuti all’iniziativa privata, le iscrizioni rivelavano il nome del destinatario della dedica e perpetravano il ricordo di chi aveva promosso la loro costruzione o il loro restauro. Quando a ricevere un tale privilegio erano gli imperatori, i generali valorosi o gli uomini politici più importanti, alla menzione del personaggio e dei suoi avi seguiva il lungo elenco dei titoli, delle cariche e degli onori conseguiti.

Normalmente occupato da una piazza di forma rettangolare e circondata da porticati, lo spazio forense, oltre a essere la sede principale degli scambi commerciali, era teatro di tutte le più importanti attività pubbliche e quindi ospitava le strutture che servivano al loro svolgimento. Per la sua centralità, era anche il luogo che più d’ogni altro si prestava all’esibizione del potere statale (prima repubblicano e poi imperiale) e all’esaltazione delle grandi famiglie patrizie, che si contendevano il privilegio di venire onorate nel Foro con la dedica di monumenti celebrativi.

Nella Roma antica la connessione tra vita politica e religione era imprescindibile, al punto che le riunioni del Senato dovevano avvenire sempre all’interno di uno spazio consacrato. Un santuario poteva quindi assolvere non soltanto funzioni strettamente religiose, come le intenderemmo noi oggi, ma poteva essere usato anche per finalità diverse, che necessitavano di una particolare protezione divina.