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SALA L

I sarcofagi della collezione Merolli - FATA

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I 161 oggetti superstiti della collezione Merolli - FATA sono per lo più costituiti da materiale di carattere funerario, in prevalenza iscrizioni sepolcrali e frammenti di sarcofagi.

I sarcofagi con geni funerari

I geni, o eroti funerari, sono un motivo molto diffuso nell’arte sepolcrale romana, in particolare sui sarcofagi. Essi sono generalmente rappresentati con vari attributi tra i quali ghirlande, corone e torce da interpretare come simboli funerari. La tipologia di geni con la fiaccola simboleggia l’anima del defunto e talvolta, soprattutto quando mancano le ali, viene identificato con Thanatos (la Morte). La torcia, rappresentata in posizione capovolta, allude allo spegnersi della vita; raffigurata verso l’alto con la fiamma accesa, invece, è stata interpretata come simbolo di speranza. Spesso i geni sono rappresentati anche all’esterno dei sepolcri, ai lati delle porte, come guardiani e custodi delle tombe. 

I sarcofagi con tiaso marino

Gli esseri marini sono uno dei temi preferiti dell’arte dei sarcofagi. La loro produzione va dagli inizi del II secolo d.C. agli inizi del IV secolo d.C. Sono rappresentati come coppie in amore: le Nereidi, dall’aspetto umano, figlie del dio marino Nereo e di Doride, sono sempre associate a esseri acquatici maschili come i Tritoni, col busto e la testa umani e la coda di pesce, i Centauri marini, con il corpo di cavallo e la coda di pesce, o i tori e le pantere di mare. I mostri marini sui sarcofagi perdono ogni elemento spaventoso: sorreggono specchi, maschere, ritratti dei defunti o suonano strumenti a forma di conchiglia. Il mare rappresenta un luogo di felicità che ha per i defunti un significato beneaugurale.

I sarcofagi con le stagioni

I sarcofagi con la rappresentazione delle stagioni furono prodotti in grande quantità intorno alla fine del III secolo d.C. Le stagioni vengono raffigurate o attraverso i doni della natura, intrecciati in ghirlande oppure offerti in cesti, o in forma di eroti o di geni fanciulli che portano fiori e frutti per rappresentare la primavera, spighe per l’estate, grappoli d’uva per l’autunno e olive per l’inverno. Le figure dei geni stagionali si combinano spesso con altre figure simbolo di felicità e prosperità: Vittorie, Amorini, Dioniso e il suo corteo, la Madre Terra. Le stagioni, con il loro alternarsi, rappresentano l’idea di un ritorno eterno e sono motivo di consolazione e conforto.

La collezione Merolli-FATA si compone per lo più di materiale di carattere funerario, in prevalenza iscrizioni sepolcrali e frammenti di sarcofagi.

Alcune testimonianze inducono a ritenere che in diversi casi siano venuti alla luce direttamente dai fondi agricoli suburbani che i Merolli possedevano in prossimità delle più importanti vie consolari, come la via Appia, lungo le quali, in epoca romana, si estendevano vaste aree funerarie.