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SALA M

Le epigrafi funerarie

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Gli esseri umani hanno sempre cercato di lasciare segni immortali della propria esistenza e attraverso la pietra hanno tramandato il ricordo di sé e dei propri cari. Le lastre di marmo esposte in questa stanza hanno quasi 2000 anni e le parole incise su di esse sono leggibili ancora oggi.

Lastre

La lastra era collocata a parete, all’interno o all’esterno dei monumenti funerari, sui podia (i banconi che contenevano le olle con le ceneri dei defunti), o a pavimento. Poteva essere decorata a rilievo o con i ritratti dei defunti. L’iscrizione di norma era più lunga di quella posta sulle tabelle e conteneva maggiori informazioni sulla vita del defunto.

Tabelle

Le tabelle sono piccole lastre di pietra di forma rettangolare, poco spesse, utilizzate nei colombari a chiusura dei loculi contenenti le urne con le ceneri dei defunti. L’iscrizione posta sulle tabelle era generalmente molto breve e, nella maggior parte dei casi, si limitava a ricordare solo il nome del defunto.

Stele

La stele è una lastra o un grosso blocco di pietra che serviva a indicare il luogo della sepoltura. Essa aveva una forma rettangolare ed era posta in senso verticale, conficcata nel terreno oppure inserita in una base. Sul fronte era generalmente incisa l’iscrizione. La parte superiore poteva essere decorata da cornici, frontoni, rilievi o ritratti dei defunti.

Sarcofago

Il sarcofago è una cassa in pietra, metallo, terracotta o legno, destinata a contenere il corpo del defunto, secondo il rito dell’inumazione. Potevano essere posti in edifici o monumenti funerari, interrati o all’aperto. La loro forma, copertura e raffigurazione è molto varia. Talvolta essi potevano avere un’iscrizione che ricordava il defunto, in uno spazio apposito, generalmente sul fronte.

Ara funebre

L’ara funebre è un blocco di pietra di forma parallelepipeda che serviva o a contenere le spoglie del defunto o a segnare il luogo di sepoltura. Presso l’ara si svolgeva il rituale funerario. Nella parte superiore vi era il focus, dove ardeva la fiamma per l’esecuzione del rito e i fori (infundibula) per versare le libagioni rituali. Le facce laterali presentavano a rilievo i simboli del rito: la patera (scodella bassa e larga per versare il liquido sull’ara) e l’urceus (brocca che conteneva il liquido). La faccia anteriore ospitava l’iscrizione ed eventuali decorazioni a rilievo.

Urne cinerarie

Le urne cinerarie erano contenitori di diversa forma e materiale destinati ad accogliere le ceneri dei defunti cremati con il rito dell’incinerazione. Esse potevano essere poste all’interno di loculi o di monumenti funerari, interrate o conservate all’aperto. Dove presente, l’iscrizione era posta sulla parte frontale dell’urna.

Mensa podiale

La mensa podiale è una lastra di pietra di forma rettangolare, quadrata o circolare posta sul pavimento o sui banconi dei colombari a chiusura delle urne contenenti le ceneri dei defunti. La sua caratteristica è la presenza di un foro o più fori che servivano per il passaggio di vino, latte e miele usati durante il banchetto funebre. Si riteneva che, in questo modo, anche il defunto partecipasse al banchetto. L’iscrizione occupava il resto della superficie della lastra non occupata dal foro.

Le lastre di marmo esposte in questa stanza, che un tempo si affollavano lungo le principali vie consolari in prossimità degli accessi alla città, hanno quasi 2000 anni e le parole incise su di esse sono leggibili ancora oggi. Gli antichi romani ricorrevano alle iscrizioni su pietra per segnalare le loro tombe affidando alle epigrafi la memoria della loro identità e della loro esperienza di vita. Le epigrafi funerarie comprendono non solo le iscrizioni che indicavano il luogo della sepoltura del defunto, ma anche gli epitaffi, che ne ricordavano il nome, e le iscrizioni accessorie, come quelle sui cippi, che delimitavano le aree sepolcrali o l’ingresso di sepolture collettive.

Gli epitaffi costituiscono un immenso patrimonio di informazioni sul mondo antico e sulla composizione del tessuto sociale dell’epoca. Sui monumenti funerari, inoltre, accanto alle iscrizioni, venivano spesso scolpiti rilievi con i ritratti dei defunti o le rappresentazioni dei mestieri e degli strumenti di lavoro o della vita quotidiana.