Epigrafe onoraria

Scavi Assicurazioni Generali 1902-1904

Lastra scorniciata in marmo bianco finemente iscritta con le lettere incise e dipinte in rosso. Il testo riporta una dedica per l’imperatore Caracalla, offerta dopo la vittoria germanica, quando fu salutato imperator per la terza volta. In seguito l’iscrizione venne scalpellata per circa metà della superficie e reimpiegata per un altro utilizzo, come dimostra il foro praticato nella zona centrale.

213 d.C. circa

Frammento di lastra con figura d'atleta

Scavi Assicurazioni Generali 1902-1904

Il frammento di lastra in marmo bianco è inciso con la figura di un atleta nudo che con la mano destra solleva il premio conquistato, forse una borsa ricolma di monete. In alto a destra si conserva una lettera, verosimilmente quanto resta del nome del personaggio acclamato.

Età romana imperiale

L'evoluzione dell'isolato

"La terra vince tutto ed è con la terra che l'archeologo ha innanzitutto a che fare, come se fosse un contadino della storia... solitamente procediamo in avanti, che è la direzione della vita cui siamo abituati. Arduo è invece seguire il cammino inverso... cosicché l'indagatore è costretto a scendere innaturalmente a ritroso nell'ignoto. Ma per servirsi della distruzione a vantaggio della ricostruzione occorre aguzzare l'ingegno, come chi ha perso un oggetto e deve ripercorrere la giornata in tempi e luoghi rovesciati."
Andrea Carandini

Insula

Durante gli scavi avvenuti tra il 1902 e il 1904 l'archeologo Giuseppe Gatti trovò, a 7 metri di profondità dal piano stradale, le tracce di un'insula, un'abitazione a più piani costituita da numerosi appartamenti, costruita tra la fine del II e gli inizi del III secolo d.C.
Il grande edificio confinava con una delle zone più importanti per la vita pubblica di Roma.
È probabile che al piano inferiore si aprissero delle delle botteghe di artigiani e commercianti.
Sul lato rivolto verso l’attuale via Cesare Battisti, l’insula si affacciava su una strada che conduceva a uno spazio pubblico lastricato da un basolato. Sul lato che guardava verso Piazza Venezia, l’edificio si affacciava su una strada pubblica delimitata da cippi di travertino alti quasi 2 metri. Da questo lato era possibile accedere a un percorso che conduceva al grande Foro di Traiano e alla Colonna istoriata.

Frammento di timpano

Scavi Assicurazioni Generali 1902-1904

Frammento angolare in marmo bianco di un timpano, forse pertinente a un piccolo frontone di monumento funerario. E’ decorato con una testa di Medusa con bocca semiaperta e occhi spalancati, ai lati si dispiegano le ali, al di sotto delle quali fuoriescono elementi vegetali.

III secolo d.C.

Statuetta femminile frammentaria

Scavi Assicurazioni Generali 1902-1904

La piccola statua in marmo bianco si presenta priva di parte del torso e della zona inferiore da metà circa delle gambe. La figura è vestita alla maniera greca con il peplo dorico, stretto in vita da una cintura. Si tratta di una scultura decorativa ispirata ai capolavori della statuaria greca del V secolo a.C.

I-II secolo d.C.

Frammento di capitello

Scavi Assicurazioni Generali 1902-1904

Frammento di capitello ionico in marmo bianco, di cui si conserva poco più della metà del rocchetto decorato con foglie d'acanto e serrato al centro dal balteo.

Fine II - Inizi III secolo d.C.

La planimetria adagiata sul grande tavolo posto al centro della sala ricostruisce la porzione di Roma antica dove è ubicato il palazzo delle Assicurazioni Generali, ovvero la zona dalla quale sono emersi i reperti esposti sul tavolo. Sospesa sopra quest’ultimo, una grande struttura rettangolare sorregge dei disegni che raffigurano i prospetti degli edifici rappresentati nella planimetria sottostante. Partendo quindi da un enorme modello in scala 1:100 di questa porzione di città e sollevando poi gli edifici dalla base del modello, è come se fossero emersi i reperti archeologici.

Questo impianto scenografico ha lo scopo di raccontare al visitatore ciò che è avvenuto nella realtà: scavando le fondamenta per la costruzione dell’edificio di piazza Venezia sono venuti alla luce i reperti archeologici che facevano parte di un’insula, un'abitazione a più piani costituita da numerosi appartamenti, che si trovava all’interno dello stesso isolato dove sorge oggi il palazzo delle Assicurazioni Generali.