SALA C

Il viridarium

La casa romana aveva ampi spazi aperti coltivati a giardino circondati da un peristilio, un grande porticato a colonne, sul quale si aprivano sale da pranzo e ambienti di riposo.

Il viridarium rifletteva un preciso progetto del proprietario dell’abitazione che ostentava qui, come negli altri ambienti della casa, la sua ricchezza attraverso la coltivazione di piante esotiche e mediterranee, aiuole variopinte, esedre abbellite da fontane, piscine e ninfei con giochi d’acqua.

Una profusione di colori, suoni e profumi era impreziosita dall’arredo scultoreo. Tra le aiuole e lungo i vialetti, distribuite in una composizione dalle suggestioni sacrali, erano collocate le ermette, ossia pilastrini sormontati da teste scolpite raffiguranti divinità, e i pinakes, quadretti di marmo a soggetto mitologico. Bacini, tavoli e candelabri marmorei completavano l’arredo.
Il giardino non era solo un luogo piacevole per la frequentazione, ma soprattutto uno spazio adatto alla contemplazione, nel quale piante e decorazioni con il loro significato simbolico rimandavano continuamente ai concetti di vita e di morte.

© Ph. Mauro Mezzarobba
© Ph. Mauro Mezzarobba
© Ph. Michele Stallo

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