SALA D

Il riuso
nel mondo romano e oltre

Reimpiegare materiali al fine di adattarli a un nuovo uso era una prassi largamente praticata nel mondo romano sia nell’edilizia che nella produzione artistica di effigi e ritratti.

I ritratti rilavorati, specialmente quelli riproducenti l’effigie dell’imperatore, offrono una testimonianza di particolare interesse.
La caduta in disgrazia di un imperatore fu una delle cause più frequenti a determinare la volontà di cancellarne, alla sua morte, il ricordo presso i posteri (damnatio memoriae), con una conseguente rimozione di tutte le sue immagini dai luoghi pubblici.
Altri esemplari, sfuggiti alla distruzione, a distanza di tempo, quando motivi di ordine economico imposero il ricorso a manufatti già pronti per l’uso, vennero riutilizzati per nuovi ritratti attraverso il processo della rilavorazione dei tratti del volto.
Nel Medioevo, il riutilizzo di manufatti più antichi divenne usuale e fu l’elemento caratterizzante il rapporto tra la cultura medievale cristiana e quella antica pagana.

© Ph. Michele Stallo
© Ph. Michele Stallo
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