SALA I

Il passato
come memoria
del futuro

L’arte funeraria antica considera il sepolcro come una soglia nella quale la vita e la morte, la memoria e l’oblio, il passato e il futuro si frequentano e, nel presente, si scambiano le parti.

In questo senso il monumento funebre è il luogo di una trasformazione unificatrice: dove la morte si congiunge con la vita, rappresentandola nel ricordo, e la vita eterna attraversa la morte promettendo il suo ritorno.
Per questo i sarcofagi raffigurano scene di vita, ritratti umani, vicende e personaggi mitologici, scritture letterali e simboliche.

La maschera, come il sepolcro nel suo insieme, è il segno per eccellenza: incarnazione del ricordo, rappresenta le figure e le tappe del destino umano sulla terra: dalla nascita alla maturità sessuale adulta e dalla incarnazione delle eterne figure genitoriali alla morte.
È così che la vita umana si consegna ai segni e alle scritture: tracce dei viventi che permangono per resuscitare nel presente la loro fama e il loro nome. Verginità della rinascita eterna come fiore che ogni volta sboccia nel riconoscimento che ora accade. Fuoco che per un istante illumina la notte.


Si ringrazia Carlo Sini, autore di questo testo.

© Ph. Mauro Mezzarobba
© Ph. Michele Stallo
© Ph. Mauro Mezzarobba

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