SALA M

Le epigrafi
funerarie

Gli esseri umani hanno sempre cercato di lasciare segni immortali della propria esistenza e attraverso la pietra hanno tramandato il ricordo di sé e dei propri cari. Le lastre di marmo esposte in questa stanza hanno quasi 2000 anni e le parole incise su di esse sono leggibili ancora oggi.

Le lastre di marmo esposte in questa stanza, che un tempo si affollavano lungo le principali vie consolari in prossimità degli accessi alla città, hanno quasi 2000 anni e le parole incise su di esse sono leggibili ancora oggi.

Gli antichi romani ricorrevano alle iscrizioni su pietra per segnalare le loro tombe affidando alle epigrafi la memoria della loro identità e della loro esperienza di vita.
Le epigrafi funerarie comprendono non solo le iscrizioni che indicavano il luogo della sepoltura del defunto, ma anche gli epitaffi, che ne ricordavano il nome, e le iscrizioni accessorie, come quelle sui cippi, che delimitavano le aree sepolcrali o l’ingresso di sepolture collettive.

Gli epitaffi costituiscono un immenso patrimonio di informazioni sul mondo antico e sulla composizione del tessuto sociale dell’epoca.
Sui monumenti funerari, inoltre, accanto alle iscrizioni, venivano spesso scolpiti rilievi con i ritratti dei defunti o le rappresentazioni dei mestieri e degli strumenti di lavoro o della vita quotidiana.

© Ph. Michele Stallo
© Ph. Michele Stallo
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